La rete italiana di ricarica pubblica continua a crescere e sta diventando sempre più veloce. Al 31 marzo 2026, secondo Motus-E, in Italia risultavano installati 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, di cui 68.153 già attivi. La crescita non riguarda soltanto il numero delle colonnine, ma anche la diffusione delle infrastrutture fast e ultra-fast.
Oltre 78 mila punti di ricarica installati
Il monitoraggio Motus-E rileva 55.451 punti in corrente alternata, 15.859 punti fast in corrente continua con potenza inferiore a 150 kW e 6.943 punti ultra-fast da almeno 150 kW. Nei dodici mesi precedenti marzo 2026 la rete è cresciuta di oltre 12 mila punti.
Il dato mostra una rete sempre più capillare, ma la qualità dell’esperienza dipende anche da distribuzione geografica, affidabilità, facilità di pagamento, potenza realmente disponibile e presenza delle stazioni lungo le principali direttrici di viaggio.
Il ruolo delle stazioni fast e ultra-fast
La ricarica in AC resta importante nelle soste lunghe, nei parcheggi urbani e nei luoghi di lavoro. Per i viaggi, invece, il fattore decisivo è l’aumento delle stazioni in corrente continua ad alta potenza, che permettono di recuperare molta energia durante una pausa.
La crescita dei punti ad alta potenza è particolarmente importante sulle autostrade e lungo i corridoi europei, dove l’auto elettrica deve offrire tempi di viaggio prevedibili.
AFIR cambia gli standard europei
Il regolamento europeo AFIR stabilisce requisiti minimi per l’infrastruttura di ricarica lungo la rete TEN-T. Sulla rete centrale, per i veicoli leggeri, i gruppi di ricarica devono essere presenti con una distanza massima di 60 chilometri per senso di marcia; entro la fine del 2025 è previsto un minimo di 400 kW complessivi con almeno un punto da 150 kW, mentre entro la fine del 2027 il requisito sale a 600 kW complessivi e almeno due punti da 150 kW.
Abbiamo approfondito le novità nell’articolo dedicato ad AFIR 2026 e ai nuovi riferimenti per le colonnine.
Pagamenti e interoperabilità
Una rete realmente utilizzabile non dipende solo dal numero di prese. Il regolamento europeo punta anche a rendere più semplice la ricarica occasionale, con maggiore trasparenza dei prezzi e possibilità di pagamento ad hoc. L’obiettivo è ridurre la necessità di possedere decine di tessere o contratti diversi per viaggiare.
Casa e rete pubblica sono complementari
Per chi dispone di un posto auto privato, la ricarica domestica resta spesso la soluzione principale per l’uso quotidiano. Le colonnine pubbliche diventano invece decisive per chi non può ricaricare a casa e per le percorrenze più lunghe.
Per valutare la convenienza abbiamo messo a confronto costi e caratteristiche della ricarica domestica e pubblica. Chi sta pensando a una wallbox può inoltre consultare l’approfondimento sul Bonus colonnine domestiche 2026.
La prossima sfida è la qualità della rete
Nei prossimi anni il numero assoluto dei punti resterà importante, ma conteranno sempre di più potenza, affidabilità, disponibilità reale, manutenzione e distribuzione territoriale. La transizione verso l’auto elettrica richiede infatti una rete che non sia soltanto grande sulla carta, ma semplice da usare ogni giorno.
Fonti: Motus-E; Regolamento UE AFIR.