Colonnine domestiche o pubbliche: costi a confronto

Ricaricare un’auto elettrica a casa o utilizzare le colonnine pubbliche? La risposta dipende soprattutto da quanto si usa l’auto, dalla possibilità di installare una wallbox e dalla velocità di ricarica necessaria. In generale, la ricarica domestica resta la soluzione più conveniente per chi dispone di un posto auto privato, mentre le infrastrutture pubbliche sono indispensabili per i viaggi e per chi non può ricaricare a casa.

Futuro Elettrico, resta sempre aggiornato
Auto elettriche, batterie, ricarica, energia e nuove tecnologie.
Seguici su Facebook Seguici su Instagram ★ Imposta Futuro Elettrico come fonte preferita su Google
Segui Futuro Elettrico per non perdere le notizie sulla mobilità di domani.

Aggiornamento: 24 settembre 2026.

Quanto costa ricaricare a casa

Il costo della ricarica domestica coincide sostanzialmente con il prezzo complessivo dell’energia elettrica previsto dal proprio contratto, al quale vanno considerate le altre componenti della bolletta. Per questo non esiste una cifra valida per tutti: il costo reale cambia in base all’offerta sottoscritta, ai consumi della famiglia e alla fascia oraria utilizzata.

Come riferimento, Motus-E indica una tariffa domestica media nell’ordine di 0,31 euro/kWh. Con un’auto che consuma 15-18 kWh ogni 100 chilometri, il costo energetico può quindi attestarsi indicativamente tra circa 4,5 e 5,6 euro ogni 100 chilometri, prima di considerare le differenze tra le singole offerte.

Chi dispone di un impianto fotovoltaico può ridurre ulteriormente la spesa utilizzando l’energia autoprodotta, soprattutto quando la ricarica viene programmata nelle ore di maggiore produzione solare.

Wallbox: più comodità e maggiore sicurezza

Per chi ricarica regolarmente a casa, una wallbox è generalmente preferibile alla presa domestica tradizionale. Permette di gestire meglio la potenza disponibile, programmare gli orari di ricarica e, nei modelli più evoluti, modulare automaticamente l’assorbimento in funzione dei consumi dell’abitazione.

Nel 2026 è inoltre attivo il Bonus colonnine domestiche. Invitalia prevede un contributo pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomìni. Per le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026, le domande possono essere presentate dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, nei limiti delle risorse disponibili.

Quanto costa la ricarica alle colonnine pubbliche

La ricarica pubblica è normalmente più costosa di quella domestica perché nel prezzo rientrano infrastruttura, potenza disponibile, gestione della stazione e servizi dell’operatore. Anche in questo caso le tariffe cambiano molto in base alla rete utilizzata, al tipo di contratto e alla velocità di ricarica.

Secondo i valori indicativi riportati da Motus-E, con formule in abbonamento i prezzi medi possono collocarsi intorno a 0,56 euro/kWh in AC, 0,63 euro/kWh per alcune soluzioni in corrente continua e salire verso 0,73-0,76 euro/kWh sulle ricariche più veloci. Le tariffe a consumo senza abbonamento possono però essere differenti e vanno sempre controllate sull’app o sul sito dell’operatore.

Ricarica lenta, fast e ultra-fast: quando conviene

Le colonnine in corrente alternata sono adatte alle soste più lunghe, per esempio durante il lavoro, la notte o mentre si fanno acquisti. Le stazioni fast e ultra-fast hanno invece senso soprattutto in viaggio, quando ridurre i tempi di attesa è più importante del costo per kWh.

La rete italiana continua intanto a crescere. Motus-E rilevava 78.253 punti di ricarica a uso pubblico installati al 31 marzo 2026, con una quota crescente di infrastrutture veloci e ultraveloce. È un dato che rende più semplice utilizzare un’auto elettrica anche senza una ricarica domestica, pur restando fondamentale verificare copertura e tariffe nelle zone frequentate abitualmente.

Un esempio pratico

Immaginiamo un’auto elettrica con batteria da 60 kWh. Una ricarica completa teorica a 0,31 euro/kWh costa circa 18,60 euro. Alla tariffa di 0,56 euro/kWh la stessa quantità di energia costa circa 33,60 euro; a 0,76 euro/kWh si arriva a circa 45,60 euro.

Nell’uso reale, naturalmente, raramente si ricarica la batteria dallo 0 al 100% e bisogna considerare anche le perdite di ricarica. Il confronto serve però a mostrare quanto la scelta del luogo e della tariffa possa incidere sul costo di utilizzo.

Casa o colonnina pubblica: cosa scegliere

Per chi dispone di un garage o di un posto auto privato, la soluzione più conveniente è in genere ricaricare prevalentemente a casa e utilizzare le colonnine rapide durante i viaggi o quando serve energia in poco tempo. Chi non può installare una wallbox dovrebbe invece confrontare attentamente gli operatori pubblici, valutando abbonamenti e reti disponibili nella propria zona.

La scelta migliore non dipende quindi soltanto dal prezzo al kWh: contano anche comodità, chilometri percorsi, tempi di sosta e possibilità di programmare la ricarica.

Fonti: Motus-E, Invitalia, ARERA.

Lascia un commento