Come dimensionare un impianto fotovoltaico domestico efficace

Dimensionare bene un impianto fotovoltaico domestico significa partire dai consumi reali della casa, non dal numero di pannelli che possono entrare sul tetto. Un impianto troppo piccolo lascia inutilizzato parte del potenziale di autoconsumo; uno sovradimensionato può produrre molta energia nei momenti in cui la famiglia non riesce a utilizzarla.

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Il primo dato da recuperare è il consumo annuo

La bolletta permette di conoscere quanti kWh vengono consumati in un anno. È utile osservare anche come i consumi sono distribuiti: una famiglia presente soprattutto la sera ha un profilo diverso da chi lavora da casa durante il giorno.

Il dimensionamento dovrebbe inoltre tenere conto dei consumi futuri. L’arrivo di un’auto elettrica, di una pompa di calore, di un piano a induzione o di nuovi sistemi di climatizzazione può aumentare sensibilmente la domanda di energia.

Tetto, orientamento e ombreggiamenti

La stessa potenza installata non produce la stessa quantità di energia in ogni edificio. Incidono località, orientamento, inclinazione, ombre, ventilazione e caratteristiche dei moduli. Prima di stabilire la potenza dell’impianto è quindi necessario valutare la superficie realmente utilizzabile e le eventuali zone penalizzate da camini, alberi o edifici vicini.

Il Portale Autoconsumo del GSE consente a privati e condomìni di simulare la convenienza di un impianto fotovoltaico partendo anche dall’indirizzo dell’edificio.

Autoconsumo: il parametro che conta davvero

L’energia più preziosa è normalmente quella prodotta e utilizzata direttamente nell’abitazione. Per questo, oltre alla produzione annua, bisogna stimare quanta parte potrà essere consumata mentre il fotovoltaico sta generando.

Programmare lavatrice, lavastoviglie, boiler elettrico, pompa di calore o ricarica dell’auto nelle ore centrali della giornata può aumentare l’autoconsumo senza modificare l’impianto.

Quando ha senso aggiungere una batteria

Un sistema di accumulo permette di spostare verso la sera una parte dell’energia prodotta durante il giorno. Non è però automaticamente indispensabile: la convenienza dipende dal profilo dei consumi, dal costo della batteria e dalla quantità di energia che altrimenti verrebbe immessa in rete.

La scelta va quindi fatta dopo aver analizzato i flussi energetici dell’abitazione, non come semplice accessorio del fotovoltaico. Per capire come stanno crescendo le batterie stazionarie abbiamo seguito anche lo sviluppo dei grandi sistemi di accumulo BESS in Italia.

Fotovoltaico e auto elettrica

L’abbinamento con un’auto elettrica può aumentare l’autoconsumo, soprattutto quando il veicolo resta a casa nelle ore di produzione o quando la wallbox permette di modulare la potenza in base all’energia solare disponibile. In questo caso è importante considerare fin dall’inizio i chilometri percorsi e l’energia necessaria per la ricarica.

Guardare anche ai consumi dei prossimi anni

Un impianto fotovoltaico ha una vita lunga. Per questo il progetto dovrebbe guardare non soltanto alla bolletta dell’ultimo anno, ma a come cambierà la casa: elettrificazione del riscaldamento, mobilità, raffrescamento e nuovi carichi.

Le norme europee stanno inoltre aumentando progressivamente il ruolo del solare negli edifici di nuova costruzione e in alcune categorie di immobili. La progettazione energetica della casa è quindi sempre più integrata.

La regola pratica

Prima di scegliere i kWp, bisogna conoscere kWh consumati, orari di consumo, tetto disponibile e carichi futuri. Solo dopo ha senso confrontare moduli, inverter e accumulo. Un buon dimensionamento nasce dai dati dell’abitazione, non da una potenza standard valida per tutti.

Fonti: GSE – Portale Autoconsumo; Commissione europea – Solar energy in buildings.

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