Rondissone, nel Torinese, è diventata uno dei luoghi simbolo della nuova stagione dell’accumulo elettrico italiano. Il progetto sviluppato da Aer Soléir prevede un BESS da 250 MW di potenza e 1.000 MWh di capacità, cioè quattro ore di durata alla potenza nominale.
Un accumulo da 1 GWh
Una capacità di 1 GWh significa poter immagazzinare una quantità di energia su scala industriale. Il progetto è collegato alla rete nazionale in prossimità della stazione elettrica di Rondissone e utilizza batterie al litio-ferro-fosfato.
La documentazione pubblica descrive un impianto progettato per operare con 250 MW in immissione e prelievo e una durata di quattro ore.
Finanziamento e tempi
Aer Soléir ha annunciato il financial close nel gennaio 2026. Il costo complessivo indicato è di circa 180 milioni di euro, con un finanziamento bancario di lungo periodo strutturato da un consorzio internazionale.
Il progetto ha ottenuto un contratto quindicennale nel Capacity Market italiano e, secondo le informazioni diffuse sul finanziamento, l’entrata in esercizio commerciale è prevista nel quarto trimestre 2027.
Perché servono grandi batterie alla rete
Fotovoltaico ed eolico producono energia in modo variabile. Un BESS può assorbire elettricità nelle ore di maggiore produzione o minore domanda e restituirla quando il sistema ne ha bisogno.
Questo tipo di flessibilità diventa sempre più importante man mano che aumenta la quota di rinnovabili e diminuisce il ruolo degli impianti fossili programmabili.
L’Europa accelera sullo storage
Il progetto piemontese si inserisce in un mercato europeo in rapida crescita. Nel 2025 l’UE ha installato 27,1 GWh di nuovi sistemi di accumulo, con gli impianti utility-scale diventati per la prima volta il segmento principale.
BESS e batterie delle auto: due mondi che si incontrano
I grandi accumuli stazionari e le batterie dei veicoli utilizzano tecnologie e modelli operativi differenti, ma rispondono alla stessa esigenza: spostare energia nel tempo. Il Vehicle-to-Grid prova ad aggiungere anche le auto a questa infrastruttura distribuita; ne parliamo in Batterie e rete: l’auto elettrica come accumulo mobile.
Fonti: Aer Soléir, Trina Storage e documentazione autorizzativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale.