La filiera europea delle batterie cerca di diventare meno dipendente dalle importazioni di materie prime. In questo contesto, la società tedesca cylib ha annunciato il 14 ottobre 2026 che il proprio progetto di riciclo è stato selezionato dalla Commissione europea tra i progetti strategici nell’ambito del Critical Raw Materials Act. Il fulcro dell’iniziativa è un impianto in costruzione a Dormagen, in Germania.
Un impianto pensato per 140mila batterie elettriche all’anno
Secondo i dati forniti dall’azienda, lo stabilimento di Dormagen è progettato per trattare fino a 140.000 batterie di veicoli elettrici all’anno. Si tratta di una capacità prevista a regime, non del numero di batterie già lavorate. La realizzazione di infrastrutture di questa scala è considerata importante perché nei prossimi anni aumenterà il numero di accumulatori provenienti da veicoli a fine vita, incidentati o da scarti di produzione.
Come funziona il recupero dei materiali
cylib utilizza un processo idrometallurgico, cioè basato su trattamenti chimici in soluzione, per separare e recuperare metalli e materiali presenti nelle batterie. L’azienda descrive la propria tecnologia OLiC come un sistema in grado di recuperare litio, grafite, nichel, cobalto e manganese da pacchi batteria, materiale attivo concentrato e residui di fabbricazione.
La società dichiara tassi di recupero superiori al 90% per diversi materiali e un’impronta carbonica fino all’80% inferiore rispetto all’estrazione primaria nei confronti considerati. Questi valori sono dati aziendali, da leggere in relazione ai confini del ciclo di vita analizzato: non significano che ogni impianto o ogni batteria raggiunga automaticamente gli stessi risultati.
Perché il riconoscimento europeo conta
La qualifica di progetto strategico non equivale a una garanzia di successo commerciale né all’avvio immediato della produzione. Può però migliorare la visibilità dell’iniziativa, facilitare il coordinamento con la filiera e contribuire al rafforzamento della capacità industriale europea sulle materie prime critiche. Per i costruttori, avere una rete di recupero più vicina ai siti produttivi può ridurre parte della vulnerabilità legata a forniture estere e trasporti complessi.
Dalla batteria esausta alla nuova cella
Il riciclo non consiste semplicemente nello smontare un pacco e riutilizzarne i pezzi. Per tornare in una cella nuova, i materiali devono raggiungere livelli di purezza e caratteristiche tecniche compatibili con gli standard dei produttori. La filiera comprende raccolta sicura, scarica e smontaggio, trattamento meccanico, recupero chimico, raffinazione e successiva trasformazione in materiali attivi.
Le conseguenze per la mobilità elettrica
Una rete europea di impianti industriali può rendere più credibile la circolarità delle batterie, ma la sostenibilità dipenderà anche dai consumi energetici degli stabilimenti, dalla logistica e dal riutilizzo effettivo delle materie recuperate. Per questo il progetto di Dormagen è soprattutto un investimento nella capacità futura: il suo impatto andrà misurato sui volumi trattati e sulla qualità delle materie prime restituite al mercato.