Batterie al freddo, Donut Lab presenta il test a -30 °C: 97% di capacità, ma energia al 93%

Le basse temperature sono una delle condizioni più impegnative per le batterie dei veicoli elettrici. Il 21 ottobre 2026 Donut Lab ha diffuso i risultati di una prova condotta dall’organizzazione di ricerca finlandese VTT su un modulo composto da 14 celle della propria tecnologia. Dopo una permanenza a -30 °C, il sistema ha mantenuto circa il 97% della capacità misurata in ampere-ora rispetto alla condizione di riferimento, secondo il rapporto presentato.

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Che cosa è stato testato davvero

La prova non riguarda un’auto completa e nemmeno un singolo accumulatore montato su una moto in circolazione: riguarda un modulo da 14 celle, con tensione nominale intorno a 48 volt, sottoposto a condizioni controllate in camera climatica. Il modulo è stato esposto al freddo senza riscaldamento o isolamento aggiuntivo per il periodo previsto dal protocollo. Questo consente di osservare il comportamento del componente, ma non riproduce tutte le variabili di un veicolo reale.

Il 97% di capacità non equivale al 97% di autonomia

Il dato che richiede più attenzione è la differenza fra capacità elettrica espressa in ampere-ora ed energia effettivamente erogata in wattora. Secondo la descrizione dei risultati, mentre la prima è rimasta intorno al 97%, l’energia disponibile è scesa a circa il 93% del riferimento. Il motivo è la riduzione della tensione durante la scarica in condizioni fredde. Sono due misure diverse e non vanno usate come sinonimi.

Neppure il 93% di energia in un test di laboratorio può essere convertito direttamente in una promessa di percorrenza per un’automobile: nel mondo reale intervengono riscaldamento dell’abitacolo, pneumatici, aerodinamica, velocità, gestione termica e strategie del software di bordo.

Che rapporto c’è con le batterie allo stato solido?

Donut Lab presenta la propria tecnologia come una soluzione innovativa per l’accumulo, ma diverse caratteristiche pubblicizzate dall’azienda sono state oggetto di discussione tecnica. Un test sul comportamento al freddo non dimostra, da solo, la composizione interna delle celle, la densità energetica dichiarata, la vita utile o la disponibilità industriale su larga scala. Per valutare questi aspetti servono rapporti specifici, replicabili e riferiti a campioni rappresentativi.

Perché il freddo è una prova importante

Quando la temperatura scende, la resistenza interna di molte batterie aumenta e alcune reazioni elettrochimiche diventano più lente. Ciò può limitare la potenza disponibile e rendere più difficile la ricarica veloce. I produttori compensano questi effetti con riscaldamento, raffreddamento e gestione elettronica, ma queste funzioni consumano energia e incidono sull’efficienza complessiva del mezzo.

Cosa manca per un confronto con le auto elettriche di serie

Il risultato comunicato è interessante perché offre dati quantitativi su un modulo completo. Per capire il reale vantaggio rispetto alle batterie in commercio serviranno però test comparativi omogenei, con stessa temperatura, stessa potenza richiesta, stessi criteri di misura e verifiche di durata. È una notizia di ricerca e sviluppo, non la dimostrazione che un veicolo possa oggi viaggiare quasi senza perdita di autonomia a trenta gradi sotto zero.

Quali dati dovrebbe cercare chi legge un test di batteria

Quando si confrontano tecnologie di accumulo conviene verificare almeno cinque elementi: temperatura della prova, corrente di scarica, tensione media, energia totale in wattora e condizioni iniziali del campione. Una percentuale di capacità, isolata dal protocollo, può sembrare più conclusiva di quanto sia realmente. Anche il numero di celle testate e la ripetibilità delle misure sono fondamentali per capire la robustezza del risultato.

Nel caso delle auto elettriche, inoltre, la batteria lavora insieme a un sistema di gestione termica. Un test eseguito senza riscaldamento può essere interessante per la chimica delle celle, ma non determina da solo consumi e prestazioni del veicolo in inverno. Serviranno verifiche sul lungo periodo, comprese ricariche ripetute e cicli termici, prima di parlare di un vantaggio consolidato per gli automobilisti.

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