Batterie in Italia, a Cerignola parte il maxi accumulo da 828 MWh: operativo nel 2028

In Puglia prende forma uno dei progetti più interessanti per l’accumulo elettrico italiano. A Cerignola, in provincia di Foggia, BW ESS ha avviato la costruzione di un impianto di batterie da 97 MW di potenza e 828 MWh di capacità, con entrata in esercizio prevista nel 2028. È una notizia che riguarda non soltanto il settore energetico, ma anche il futuro della mobilità elettrica: una rete più flessibile può integrare meglio l’energia rinnovabile e sostenere la crescita dei consumi elettrici.

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Cerignola: 97 MW di potenza e 828 MWh di energia accumulabile

La differenza tra MW e MWh è fondamentale per capire il progetto. I 97 MW indicano la potenza massima con cui l’impianto può immettere o assorbire elettricità; gli 828 MWh descrivono invece la quantità di energia immagazzinabile. Il rapporto tra i due valori corrisponde a circa 8,5 ore di erogazione alla potenza nominale in termini teorici, prima di considerare perdite e limiti operativi.

Un sistema di questo tipo può caricarsi quando l’offerta di elettricità è abbondante e restituirla quando la domanda cresce oppure la produzione di sole e vento diminuisce. Non produce energia dal nulla, ma aiuta a utilizzarla in momenti diversi, riducendo alcuni squilibri della rete.

Il ruolo del MACSE e di Terna

Il progetto di Cerignola è associato a un contratto del MACSE, il meccanismo italiano dedicato all’approvvigionamento di nuova capacità di accumulo. Secondo BW ESS, l’accordo assicura flussi contrattuali per quindici anni. Questo tipo di cornice è importante perché consente agli operatori di programmare investimenti di lungo periodo in infrastrutture costose, ma necessarie per la transizione energetica.

In una regione come la Puglia, dove fotovoltaico ed eolico hanno un ruolo crescente, l’accumulo può contribuire a spostare parte dell’energia prodotta nelle ore favorevoli verso quelle in cui è più utile. Resta essenziale una gestione coordinata con le esigenze del sistema elettrico nazionale.

Non solo Cerignola: gli investimenti italiani nelle grandi batterie

BW ESS ha avviato anche il progetto di Chignolo Po, in Lombardia, da 107 MW e 515 MWh. Le due iniziative mostrano come il mercato italiano delle batterie di rete stia passando dalla fase di autorizzazione e sviluppo a quella dei cantieri. Il gruppo segnala inoltre un portafoglio nazionale di altri progetti in varie fasi di avanzamento.

La crescita dell’accumulo interessa produttori di energia, operatori di rete, imprese e consumatori. Più capacità di bilanciamento non significa automaticamente bollette più basse, ma può contribuire a rendere il sistema meno dipendente dalle oscillazioni della produzione rinnovabile e dai picchi di prezzo.

Perché l’accumulo è importante anche per le auto elettriche

Le auto elettriche aggiungono una domanda che può concentrarsi in alcune fasce orarie, soprattutto durante le ricariche rapide. Accumulatori di grande taglia, reti più robuste e sistemi di gestione intelligente della domanda possono rendere più agevole l’elettrificazione dei trasporti. Il progetto di Cerignola non è una stazione di ricarica per veicoli, ma rappresenta una delle infrastrutture che rendono possibile un ecosistema elettrico più maturo.

Il traguardo da seguire sarà il 2028, quando l’impianto è atteso in esercizio: solo allora sarà possibile valutarne il contributo operativo alla rete e all’integrazione delle fonti rinnovabili.

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