Quanto dura davvero la batteria di un’auto elettrica? Nuovi dati basati su oltre 500mila test indipendenti offrono un’indicazione interessante: a 150.000 chilometri, 16 dei 20 modelli analizzati conservano mediamente almeno il 90% della capacità originaria.
L’analisi è stata realizzata da AVILOO su veicoli elettrici usati testati tra il 2022 e il 2026 in diversi mercati mondiali. Gli altri quattro modelli considerati si collocano mediamente tra l’85% e il 90% di State of Health.
Che cos’è lo State of Health
Lo State of Health, spesso abbreviato in SoH, indica lo stato di salute della batteria confrontando la capacità disponibile nel momento del test con quella del pacco batteria quando era nuovo.
È un parametro particolarmente importante nel mercato dell’usato elettrico, perché due vetture con chilometraggio simile possono avere batterie in condizioni differenti in funzione di temperatura, modalità di ricarica, utilizzo e gestione termica.
Cosa succede a 150.000 chilometri
I dati mostrano che già a 50.000 chilometri tutti i modelli analizzati presentano un valore mediano superiore al 90%. Con l’aumentare della percorrenza il degrado cresce, come prevedibile, e aumenta anche la differenza tra i singoli esemplari.
Il risultato a 150.000 chilometri è comunque significativo: la maggior parte dei modelli rimane sopra il 90% di capacità mediana e gli altri si mantengono nell’intervallo 85-90%.
Un dato importante per l’usato elettrico
Per chi sta valutando l’acquisto di un’auto elettrica usata, il chilometraggio da solo non racconta quindi tutta la storia. Un controllo specifico dello stato della batteria può diventare importante quanto la verifica della meccanica e della carrozzeria.
I valori medi non significano inoltre che tutte le batterie si comportino allo stesso modo: nello studio emergono anche differenze tra singoli veicoli. La conclusione più utile è quindi che il degrado può essere più contenuto di quanto molti automobilisti temano, ma lo stato reale del singolo pacco batteria deve essere misurato.