Le batterie non sono più soltanto un componente da smaltire al termine dell’utilizzo: la normativa europea e italiana guarda all’intero ciclo di vita, dalla produzione alla raccolta e al recupero dei materiali. Il Consorzio SINAB porterà questi temi a Ecomondo 2026, in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre, con un punto informativo dedicato alle imprese che producono o importano batterie e apparecchiature elettriche ed elettroniche.
L’appuntamento a Rimini e gli argomenti in programma
SINAB annuncia la propria presenza al padiglione B3, stand 523, con incontri e brevi interventi quotidiani dalle 11:30. Tra gli argomenti indicati figurano registri dei produttori, dichiarazioni annuali, batterie al litio, trasporto e stoccaggio in sicurezza, responsabilità estesa del produttore e recupero dei rifiuti elettronici.
L’iniziativa è rivolta soprattutto a imprese e operatori professionali, ma tocca temi che interessano anche chi acquista un’auto elettrica, una bici a pedalata assistita o un sistema di accumulo domestico.
Il decreto italiano sulle batterie è già entrato in vigore
Il decreto legislativo 10 febbraio 2026, n. 29, entrato in vigore il 7 marzo, ha adeguato la disciplina nazionale al Regolamento europeo 2023/1542. Non si tratta quindi di una legge che entrerà in vigore a Ecomondo: la fiera è l’occasione per fare il punto sugli adempimenti e sulla loro applicazione.
La disciplina distingue varie categorie, tra cui batterie portatili, batterie per avviamento, illuminazione e accensione, batterie industriali, batterie per mezzi di trasporto leggeri come e-bike e monopattini e batterie per veicoli elettrici. Gli obblighi concreti possono variare in base alla categoria e al ruolo dell’operatore.
La responsabilità estesa del produttore
Un principio centrale è la responsabilità estesa del produttore, spesso indicata con la sigla EPR. Chi immette determinati prodotti sul mercato deve contribuire all’organizzazione e al finanziamento della raccolta e della gestione dei rifiuti derivanti da quei prodotti, secondo quanto previsto dalla normativa.
SINAB ricorda che gli adempimenti non dipendono semplicemente dal fatto di importare grandi quantitativi: anche la commercializzazione di una sola batteria può far scattare obblighi specifici. Prima di operare occorre verificare la propria qualifica giuridica, il tipo di prodotto e gli eventuali registri pertinenti.
Gli obiettivi di raccolta da non confondere
Per le batterie portatili il quadro europeo prevede obiettivi di raccolta del 63% entro il 2027 e del 73% entro il 2030. Queste percentuali riguardano una categoria specifica e non devono essere presentate come obiettivi identici per ogni batteria di automobile o sistema industriale.
Per le batterie dei veicoli elettrici sono invece fondamentali tracciabilità, corretta gestione a fine vita e recupero dei materiali. La distinzione aiuta a leggere con precisione le notizie sul riciclo, evitando di mescolare raccolta, efficienza del trattamento e percentuali di recupero del litio.
Perché riguarda anche il mercato della mobilità elettrica
La crescita delle auto a batteria aumenta l’importanza di una filiera capace di identificare i prodotti, gestire in sicurezza le batterie danneggiate e recuperare materie prime. Lo stesso vale per biciclette elettriche, monopattini e accumulatori domestici, che seguono percorsi tecnici e amministrativi non sempre identici.
L’appuntamento di Rimini sarà un’occasione per approfondire l’applicazione pratica delle regole, ma non sostituisce le indicazioni delle autorità competenti e le verifiche specifiche che ogni impresa deve svolgere sulla propria attività.