Nissan Leaf, mille batterie rinascono come accumulo: Samsar supera 25 MWh di capacità recuperata

La seconda vita delle batterie delle auto elettriche sta passando dalla sperimentazione alla scala industriale. Samsar Resources ha annunciato di aver rigenerato la batteria proveniente dalla millesima Nissan Leaf, raggiungendo oltre 25 MWh di capacità complessiva riportata in servizio attraverso il proprio programma di remanufacturing.

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Mille pacchi Nissan Leaf recuperati

L’azienda statunitense opera a Sugar Land, in Texas, dove riceve batterie rimosse dalle Nissan Leaf e le sottopone a un processo di smontaggio, verifica e selezione. Celle e moduli vengono analizzati singolarmente per stabilire quanta capacità residua possiedano e quali componenti possano essere riutilizzati.

Il traguardo delle mille batterie arriva dopo circa tre anni di attività. La crescita è stata rapida: Samsar dichiara di essere passata da poche decine di pacchi lavorati nelle fasi iniziali a oltre 300 nel 2025, con l’obiettivo di raggiungere quota 2.000 nel 2027.

Una batteria fuori dall’auto non è necessariamente a fine vita

Il principio è semplice ma fondamentale per l’economia circolare dell’auto elettrica. Una batteria che non soddisfa più i requisiti di autonomia o potenza di un veicolo può conservare una parte importante della propria capacità e continuare a lavorare in applicazioni meno impegnative.

Samsar sostiene che il proprio processo possa preservare circa il 90% del valore di un pacco attraverso il recupero e il riutilizzo dei componenti ancora efficienti. Invece di inviare immediatamente l’intera batteria al riciclo dei materiali, la vita utile viene quindi prolungata.

Dalle auto elettriche all’accumulo energetico

I moduli recuperati possono essere impiegati in sistemi di accumulo stazionario, dove peso e densità energetica sono meno critici rispetto a un’automobile. È un settore destinato a crescere insieme alle fonti rinnovabili, alle comunità energetiche e alle infrastrutture di ricarica.

La Nissan Leaf rappresenta un caso particolarmente interessante perché è uno dei modelli elettrici prodotti in maggior numero e da più tempo. Con l’invecchiamento del parco circolante aumenterà inevitabilmente il numero di pacchi disponibili per programmi di seconda vita.

Seconda vita prima del riciclo

Il riutilizzo non sostituisce il riciclo finale. Quando celle e moduli non sono più adatti nemmeno all’accumulo, i materiali critici possono essere recuperati e reintrodotti nella produzione di nuove batterie. La seconda vita aggiunge però una fase intermedia che può ridurre l’impatto ambientale complessivo e aumentare il valore ottenuto dalle materie prime già estratte.

Il traguardo dei 25 MWh mostra come questo modello stia diventando concreto. Con milioni di auto elettriche che nei prossimi anni raggiungeranno età elevate, rigenerazione, riuso e riciclo saranno sempre più parte della stessa filiera industriale.

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