Le batterie agli ioni di litio tradizionali continuano a migliorare rapidamente, ma Hyundai Motor Group non intende rinunciare allo stato solido. Il responsabile Ricerca e Sviluppo del gruppo, Manfred Harrer, ritiene che i primi veicoli prodotti in volumi limitati con questa tecnologia possano arrivare sul mercato entro circa cinque anni.
Lo stato solido resta una tecnologia strategica
Le batterie allo stato solido sostituiscono l’elettrolita liquido delle celle convenzionali con un materiale solido. In prospettiva questo può permettere maggiore densità energetica, migliore sicurezza e tempi di ricarica ridotti. La difficoltà è trasformare i risultati ottenuti in laboratorio in celle affidabili, ripetibili e soprattutto producibili a costi sostenibili.
È proprio questo il punto sottolineato dalla strategia Hyundai: mentre le batterie LFP e NCM continuano a evolversi e la ricarica ultra-rapida raggiunge prestazioni sempre più elevate, il gruppo coreano considera ancora troppo presto rinunciare a una tecnologia che potrebbe offrire un ulteriore salto prestazionale nel prossimo decennio.
Prime applicazioni su modelli a basso volume
Secondo Harrer, la fase iniziale dovrebbe riguardare automobili prodotte in numeri relativamente contenuti. È uno scenario plausibile per una tecnologia nuova e costosa: le prime applicazioni potrebbero servire a validare celle, gestione termica e processi produttivi prima di una diffusione sui modelli di grande serie.
La tempistica indicata porta l’orizzonte attorno al 2030-2031, coerente con le precedenti valutazioni del gruppo Hyundai-Kia sulla difficoltà di commercializzare batterie allo stato solido prima della fine del decennio.
La competizione con le batterie convenzionali
Nel frattempo lo stato solido deve inseguire un bersaglio che continua a muoversi. Batterie LFP di nuova generazione, celle ad alta densità e sistemi 5C, 6C e oltre stanno riducendo rapidamente il divario in autonomia e ricarica.
Per questo la vera sfida non sarà soltanto dimostrare che una batteria allo stato solido funziona, ma che offre vantaggi sufficienti a giustificarne il costo industriale. Hyundai continua comunque a investire: se la tecnologia supererà questa prova, le prime applicazioni in piccola serie potrebbero diventare il ponte verso le elettriche di nuova generazione degli anni Trenta.