I veicoli commerciali leggeri elettrificati stanno conquistando spazio nelle flotte europee. Secondo il Global EV Outlook 2026, nel 2025 le vendite europee hanno sfiorato 200mila unità, con un aumento di circa il 70% rispetto all’anno precedente.
Un mercato che raddoppia la propria incidenza
La quota delle vendite elettrificate di veicoli commerciali leggeri in Europa è passata dal 5% del 2024 al 10% del 2025. La crescita si è verificata nonostante una lieve contrazione del mercato complessivo dei furgoni. I numeri includono veicoli a batteria e ibridi plug-in: non vanno quindi presentati come immatricolazioni esclusivamente a zero emissioni allo scarico.
Il peso delle consegne urbane
Per chi distribuisce merci su tragitti ripetitivi, la ricarica in deposito può ridurre la dipendenza dalle stazioni pubbliche. La convenienza va valutata in funzione dei chilometri percorsi, dei carichi, del costo dell’energia e delle soste. Un furgone che lavora con molti avviamenti e fermate può valorizzare la frenata rigenerativa, ma deve mantenere una portata utile adeguata.
Le regole europee sulle emissioni
L’IEA collega parte dell’accelerazione agli obiettivi europei di CO2: per i nuovi furgoni la riduzione media richiesta nel periodo 2025-2027 è del 15% rispetto al riferimento del 2021. Zone a basse emissioni e incentivi locali completano il quadro. Le condizioni cambiano tuttavia da Stato a Stato e persino da città a città.
Nuovi modelli e concorrenza
L’arrivo di nuove piattaforme commerciali amplia la scelta per artigiani, corrieri e aziende. Secondo l’IEA, cinque modelli introdotti da Ford e Volkswagen tra la seconda metà del 2024 e la fine del 2025 hanno rappresentato circa il 15% delle vendite europee di questa categoria nel 2025. Il successo dipende anche da rete assistenza, tempi di fermo e soluzioni di allestimento.
La sfida per le imprese italiane
Una flotta va elettrificata partendo dai dati di utilizzo, non dalle sole schede tecniche. Occorre verificare il profilo quotidiano delle percorrenze, la possibilità di ricaricare di notte e il costo dell’allaccio. Il passaggio può essere graduale: destinare i primi veicoli alle rotte più prevedibili permette di raccogliere dati e ridurre i rischi operativi.
Il quadro emerge dall’analisi dei dati ufficiali disponibili: occorre distinguere sempre risultati già misurati, stime e prospettive future, senza attribuire ai singoli modelli prestazioni non verificate.