Gli autobus urbani sono uno dei settori in cui la transizione elettrica procede più rapidamente. L’IEA indica che nel 2025 oltre il 55% dei nuovi autobus cittadini venduti nell’Unione europea era completamente elettrico, contro circa il 45% dell’anno precedente.
Il dato europeo e il suo significato
La quota riguarda i nuovi autobus urbani a batteria, non l’intero parco circolante e neppure tutti i pullman interurbani. In Europa sono stati venduti oltre 12mila autobus elettrici nel 2025, il 28% in più rispetto al 2024. L’aumento delle immatricolazioni non equivale a una sostituzione immediata dei mezzi diesel già operativi: la durata dei contratti e dei veicoli diluisce il cambiamento negli anni.
Perché le città accelerano
Le linee urbane hanno percorsi relativamente prevedibili, depositi attrezzabili e percorrenze quotidiane programmabili. Questo consente di progettare ricariche notturne e, quando serve, integrazioni durante il servizio. I benefici attesi comprendono meno emissioni allo scarico nelle strade e una riduzione del rumore, ma il bilancio economico dipende anche dal costo dell’energia e dalla manutenzione.
Il problema delle infrastrutture
Un autobus elettrico non si acquista da solo: servono potenza disponibile in deposito, trasformatori, software di gestione, spazi di sosta e formazione del personale. L’IEA segnala che in alcuni Paesi europei ritardi nelle consegne e nella predisposizione della ricarica hanno imposto temporanei ritorni a flotte diesel. La pianificazione della rete elettrica è quindi decisiva.
Cina e resto del mondo
La Cina continua a rappresentare circa il 60% delle vendite mondiali di autobus elettrici, ma la sua quota è scesa rispetto al quasi monopolio del 2018. L’espansione in Europa, India e America Latina indica che la tecnologia non è più confinata a un singolo mercato. Il segmento dei pullman a lunga percorrenza resta invece più complesso per autonomia, soste e disponibilità di punti ad alta potenza.
Le conseguenze per l’Italia
Per le aziende del trasporto pubblico locale la priorità è combinare acquisto dei mezzi, gare di servizio e potenziamento dei depositi. I comuni devono valutare non soltanto il prezzo iniziale, ma anche consumi reali, climatizzazione, sostituzione delle batterie, disponibilità dei ricambi e affidabilità della rete. La crescita delle quote europee rappresenta una direzione industriale, non una garanzia automatica di efficienza per ogni flotta.
Il quadro emerge dall’analisi dei dati ufficiali disponibili: occorre distinguere sempre risultati già misurati, stime e prospettive future, senza attribuire ai singoli modelli prestazioni non verificate.