Batterie dei monopattini, EUBSI avvia i test su 25mila mezzi in Europa

Prevedere un problema alla batteria prima che diventi un’emergenza: è l’obiettivo del progetto europeo EUBSI, European Urban Battery Safety Intelligence. L’iniziativa, presentata a ottobre 2026 e guidata dalla società norvegese EPTTAS, punta a verificare se l’analisi dei dati di esercizio e ricarica possa offrire agli operatori di trasporto un allarme anticipato su condizioni potenzialmente pericolose. La sperimentazione comprende un lavoro con Transport for London e l’integrazione prevista dei dati di 25.000 monopattini elettrici gestiti da Ryde in quattro città europee.

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Due filoni: autobus a Londra e monopattini nel Nord Europa

Nel contesto londinese il progetto intende valutare quali dati siano disponibili attraverso i sistemi telematici e di gestione delle flotte di autobus. Si tratta di una fase di definizione e integrazione: non è stato annunciato che tutti gli autobus di Londra siano già equipaggiati con nuovi sensori o che il sistema sia operativo sull’intera rete.

Il secondo filone riguarda la micromobilità. Ryde partecipa con flotte di monopattini in Oslo, Göteborg, Helsinki e Amburgo. L’obiettivo è collegare i dati operativi di circa 25.000 mezzi a una piattaforma capace di individuare schemi anomali e supportare decisioni di manutenzione e sicurezza. Anche qui il numero indica la dimensione prevista della sperimentazione, non una prova che 25.000 batterie siano già monitorate in tempo reale.

Come l’intelligenza artificiale può aiutare

La piattaforma Battery Safety Intelligence sviluppata da EPTTAS combina dati di funzionamento delle batterie, condizioni ambientali e analisi algoritmica. L’idea è riconoscere segnali che meritano un controllo prima che si manifestino surriscaldamenti o guasti gravi. In un deposito o in una flotta condivisa, un avviso tempestivo potrebbe consentire di sospendere una ricarica, isolare un mezzo o programmare un intervento.

Non significa che l’intelligenza artificiale sia in grado di prevenire qualsiasi incendio. La capacità predittiva va misurata attraverso test indipendenti, falsi allarmi, casi reali e affidabilità delle informazioni disponibili. Le prestazioni dichiarate da un fornitore non devono essere considerate equivalenti a una garanzia di sicurezza assoluta.

Chi partecipa e perché conta per le città

Il consorzio EUBSI è guidato da EPTTAS e coinvolge, tra gli altri, Transport for London, il Danish Technological Institute, Acoustic Emission Service Oy e Ryde. Il progetto beneficia del sostegno di EIT Urban Mobility, iniziativa collegata all’Istituto europeo di innovazione e tecnologia.

Le città stanno aumentando l’uso di veicoli elettrici condivisi e di flotte pubbliche a batteria. Per gli operatori, il problema non riguarda soltanto il singolo guasto: conta anche la gestione dei mezzi nei depositi, l’organizzazione della ricarica, la formazione del personale e la possibilità di intervenire prima che un’anomalia si trasformi in un incidente.

I limiti della sperimentazione e le prossime tappe

La fase iniziale servirà a definire dati necessari, collegamenti sicuri tra i sistemi e criteri di valutazione. L’eventuale estensione ad altre flotte dipenderà dai risultati ottenuti. I promotori prevedono di trasformare le conoscenze raccolte in indicazioni operative per autorità e aziende di trasporto.

Per i cittadini, l’aspetto più interessante è il passaggio da una sicurezza affidata soltanto a controlli periodici a un monitoraggio potenzialmente continuo. EUBSI resta però un progetto pilota, non un sistema già diffuso su tutta la mobilità europea. La foto è illustrativa e non raffigura i monopattini Ryde utilizzati nella sperimentazione.

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