Ricarica elettrica, Enphase prepara le wallbox alla norma ISO 15118-20 dal 2027

La ricarica delle auto elettriche non dipenderà soltanto dai kilowatt disponibili. Diventa sempre più importante il linguaggio con cui automobile e punto di ricarica comunicano. Il 21 ottobre 2026 Enphase Energy ha annunciato che la sua wallbox IQ EV Charger 2 supporta già lo standard ISO 15118-20, al centro dell’evoluzione normativa europea collegata al regolamento AFIR sulle infrastrutture per i combustibili alternativi. Secondo l’azienda, la compatibilità è prevista senza sostituire l’hardware già installato.

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Che cosa cambia con ISO 15118-20

Lo standard definisce modalità di comunicazione digitale tra il veicolo elettrico e il sistema di ricarica. Permette di scambiare informazioni in modo strutturato, abilitando funzioni come l’autenticazione automatica e, quando tutti i componenti lo consentono, la gestione bidirezionale dell’energia. È una base tecnica importante per rendere l’esperienza di ricarica più semplice e per integrare meglio le auto con la rete elettrica.

Non bisogna però confondere il supporto di un protocollo con la disponibilità immediata di tutte le funzioni. Per attivare davvero la ricarica bidirezionale servono un veicolo compatibile, l’elettronica adeguata, software interoperabili e le condizioni tecniche e regolatorie richieste nel Paese di utilizzo.

La scadenza europea del 1° gennaio 2027

Enphase collega il proprio annuncio ai requisiti AFIR che, secondo la ricostruzione dell’azienda, entreranno in applicazione dal 1° gennaio 2027 per le infrastrutture interessate. Il regolamento distingue differenti tipologie di punti di ricarica e casi di installazione o ammodernamento: per stabilire gli obblighi effettivi di una specifica wallbox è necessario verificare categoria dell’impianto, ambito di applicazione e norme tecniche pertinenti.

L’azienda afferma che IQ EV Charger 2 era stata progettata con il supporto ISO 15118-20 fin dal lancio. Di conseguenza, distributori e installatori non dovrebbero dover sostituire codici prodotto o aggiornare le scorte per questo requisito. Enphase sostiene inoltre che i dispositivi già installati non richiedano interventi hardware specifici per il supporto dello standard.

Plug & Charge e ricarica bidirezionale non sono la stessa cosa

Il cosiddetto Plug & Charge mira a semplificare l’autenticazione: collegando l’auto a un’infrastruttura compatibile, il sistema può riconoscere il veicolo e avviare la sessione secondo le condizioni contrattuali previste. La ricarica bidirezionale, invece, riguarda il flusso di energia anche dall’auto verso un edificio o la rete, dove tecnicamente e legalmente consentito.

Entrambe le applicazioni richiedono interoperabilità tra marchi e aggiornamenti software. Il supporto dello standard è una condizione abilitante, ma non garantisce da solo che una determinata vettura possa alimentare una casa o vendere energia alla rete. Enphase ha dichiarato di voler continuare con aggiornamenti firmware over-the-air e test con i costruttori automobilistici.

Che cosa deve controllare chi acquista una wallbox

Prima di scegliere un caricatore domestico conviene verificare potenza disponibile, compatibilità con il proprio veicolo, possibilità di gestione dei carichi, integrazione con eventuale fotovoltaico e aggiornabilità software. È utile anche chiedere all’installatore quali funzioni siano già operative e quali restino previste per aggiornamenti futuri.

Il caso Enphase segnala una tendenza: la colonnina sta diventando un dispositivo energetico connesso, non una semplice presa di corrente. La compatibilità con uno standard, però, non equivale a un servizio bidirezionale già attivo. La foto in evidenza mostra una ricarica elettrica generica e non il prodotto Enphase IQ EV Charger 2.

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