Ricarica elettrica UE, la regola AFIR lega la potenza delle colonnine al numero di veicoli

La diffusione delle auto elettriche deve procedere insieme allo sviluppo delle infrastrutture. Nell’Unione europea il regolamento AFIR stabilisce anche obiettivi nazionali di potenza complessiva disponibile nei punti di ricarica pubblici, collegandoli al numero di veicoli elettrici immatricolati. Il criterio, illustrato dall’European Alternative Fuels Observatory, è spesso frainteso: non impone una colonnina da 1,3 kW per ogni automobile.

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La formula europea: 1,3 kW per BEV e 0,8 per PHEV

Per ciascun veicolo leggero elettrico a batteria registrato, lo Stato deve assicurare un contributo di almeno 1,3 kW alla potenza pubblica complessiva richiesta. Per ogni ibrido plug-in il coefficiente è 0,8 kW. La somma dei due contributi determina l’obiettivo nazionale di potenza cumulativa. È un indicatore di sistema, non la potenza che ogni automobilista troverà sempre disponibile al singolo punto di ricarica.

Un esempio per capire il calcolo

In un Paese ipotetico con 100.000 BEV e 50.000 PHEV, la formula produce 130.000 kW più 40.000 kW: l’obiettivo è dunque 170 MW di potenza pubblica complessiva. L’esempio è puramente illustrativo e non rappresenta il dato dell’Italia. Il risultato deve essere confrontato con l’effettiva infrastruttura pubblica disponibile e con le condizioni definite dal regolamento.

Perché la sola potenza installata non basta

Una rete può soddisfare un obiettivo quantitativo ma risultare scomoda per chi guida. Distribuzione geografica, affidabilità, prezzi chiari, accessibilità, modalità di pagamento e tempi di ripristino sono elementi decisivi. La presenza di molti punti lenti in un’area non risolve automaticamente la necessità di ricariche rapide sulle principali direttrici; allo stesso modo, una stazione ad altissima potenza non sostituisce una rete urbana capillare.

Il ruolo dei dati dell’osservatorio europeo

Il Target Tracker dell’EAFO confronta la potenza effettiva delle infrastrutture con i requisiti legati al parco veicoli. I valori devono essere letti tenendo conto della data di riferimento: la pagina consultata indica per il parco veicoli il primo trimestre 2026 e per le infrastrutture maggio 2026. Non è corretto usare tali dati come se fotografassero in tempo reale tutte le installazioni di novembre.

Cosa cambia per gli automobilisti e per i gestori

Per i gestori, la crescita del parco elettrico rende più urgente investire in potenza, connessioni di rete e manutenzione. Per gli automobilisti, il miglioramento atteso è una rete più utilizzabile, ma i risultati dipendono dalle scelte concrete di ogni Stato e operatore. La verifica della disponibilità delle colonnine, della tariffa e della potenza realmente erogata resta indispensabile prima di pianificare un viaggio.

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