Le colonnine pubbliche sono indispensabili per i viaggi, ma gran parte della ricarica quotidiana delle auto elettriche potrebbe avvenire nei luoghi dove i veicoli restano parcheggiati per molte ore. La Commissione europea indica che entro il 2030 una quota compresa fra il 60% e l’85% delle ricariche potrebbe essere effettuata presso punti privati. Una previsione che mette al centro abitazioni, uffici e infrastrutture degli edifici.
Perché il parcheggio conta più della potenza massima
Secondo la Commissione, le automobili trascorrono mediamente circa 23 ore al giorno parcheggiate. In questo contesto non è sempre necessario disporre della potenza di una stazione ultrarapida: un punto di ricarica ben dimensionato può reintegrare l’energia durante la notte o l’orario di lavoro. La scelta dipende dai chilometri percorsi, dalla capacità della batteria e dai limiti dell’impianto elettrico.
Il ruolo della direttiva sugli edifici
La revisione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici introduce requisiti che favoriscono l’installazione di infrastrutture di ricarica nei nuovi immobili e negli edifici sottoposti a importanti ristrutturazioni. Le condizioni cambiano in funzione della tipologia di edificio e dei parcheggi. Non significa che ogni condominio debba installare immediatamente una wallbox per ciascun posto auto.
Ricarica intelligente e prezzi dell’energia
Una wallbox con funzioni smart può programmare la ricarica in fasce orarie convenienti e coordinare i consumi con altri apparecchi domestici. In presenza di fotovoltaico, può aiutare ad aumentare l’autoconsumo quando l’auto è disponibile durante il giorno. Il risparmio dipende però dal contratto di fornitura, dai consumi reali e dal costo dell’installazione: non esiste un beneficio economico uguale per tutte le famiglie.
Gli ostacoli nei condomini e nei luoghi di lavoro
La difficoltà maggiore spesso non è acquistare la wallbox, ma verificare potenza disponibile, sicurezza, canalizzazioni e gestione degli spazi comuni. Nei parcheggi aziendali occorre inoltre decidere chi paga l’energia, come si autorizzano gli utenti e come vengono rendicontati i consumi. Progettare predisposizioni e passaggi dei cavi in anticipo può essere più efficiente che intervenire singolarmente in un secondo momento.
La rete pubblica resta fondamentale
La previsione di una quota elevata di ricarica privata non riduce l’importanza delle stazioni aperte al pubblico. Chi non possiede un posto auto, chi viaggia per lavoro e chi percorre lunghe distanze ha bisogno di punti affidabili e accessibili. La transizione richiede dunque due infrastrutture complementari: ricarica quotidiana vicino ai luoghi di sosta e ricarica rapida lungo gli itinerari.