Una batteria per auto elettrica può continuare a essere utile anche quando non è più adatta all’impiego su strada. Hyundai, Kia e LG Energy Solution stanno mettendo alla prova proprio questa idea con un progetto dimostrativo in Corea del Sud che riutilizza pacchi batteria provenienti da veicoli basati sulla piattaforma E-GMP come sistema di accumulo per stazioni di ricarica.
200 kWh di batterie di seconda vita
Il sistema è stato installato presso lo stabilimento Wonik PNE di Dongtan, a Hwaseong, e dispone di una capacità di accumulo di 200 kWh. Le batterie provengono da veicoli elettrici E-GMP dismessi e vengono utilizzate come buffer energetico collegato a caricatori rapidi in corrente continua.
In questo modo l’energia può essere accumulata e resa disponibile quando le auto richiedono elevate potenze di ricarica, riducendo potenzialmente i picchi istantanei prelevati dalla rete.
La seconda vita può ridurre costi e sprechi
Quando una batteria non soddisfa più i requisiti automobilistici può conservare una capacità sufficiente per applicazioni stazionarie, dove peso e ingombri sono molto meno critici. Il riutilizzo prima del riciclo permette quindi di prolungare la vita utile del pacco e rinviare il momento in cui i materiali devono essere recuperati.
Il progetto dovrà verificare soprattutto la sostenibilità economica e operativa della soluzione: durata residua, sicurezza, gestione termica, costi di selezione dei pacchi e integrazione con l’infrastruttura sono elementi decisivi per passare da una dimostrazione a un utilizzo su larga scala.
Ricarica e accumulo sempre più vicini
La crescita delle colonnine ad alta potenza rende l’accumulo locale sempre più interessante. Una batteria stazionaria può contribuire a gestire la domanda nei momenti di punta e, in determinate configurazioni, permettere di installare punti di ricarica potenti anche dove la connessione alla rete presenta limiti.
Per Hyundai Motor Group e LG Energy Solution il test rappresenta anche un tassello della futura economia circolare delle batterie: prima l’utilizzo sull’auto, poi una possibile seconda vita stazionaria e infine il riciclo dei materiali. È una filiera destinata a diventare sempre più importante man mano che crescerà il numero di EV arrivati a fine primo ciclo di utilizzo.