General Motors sta rivedendo la propria strategia sulle batterie per auto elettriche e potrebbe ridurre l’uso delle celle LFP nei futuri modelli.
Il gruppo americano punta sempre di più sulla tecnologia LMR, Lithium Manganese Rich, che promette una densità energetica superiore mantenendo costi competitivi.
Perché GM guarda alle LMR
Le batterie LMR utilizzano una maggiore quantità di manganese e una minore presenza di materiali costosi come nichel e cobalto.
Secondo GM, questa soluzione può offrire un buon equilibrio tra costo, autonomia e disponibilità delle materie prime.
Densità energetica più elevata
Uno dei principali vantaggi rispetto alle LFP riguarda la densità energetica.
A parità di peso, le celle LMR possono immagazzinare più energia, caratteristica importante soprattutto per SUV e veicoli di grandi dimensioni.
Produzione prevista dal 2028
GM lavora sulla tecnologia LMR da oltre dieci anni e punta ad avviarne la produzione su larga scala a partire dal 2028.
Prima di allora saranno necessari ulteriori test per garantire durata, stabilità e uniformità produttiva.
Le LFP restano per l’accumulo
Le celle LFP che saranno prodotte nello stabilimento del Tennessee non scompariranno: verranno utilizzate soprattutto per sistemi di accumulo energetico.
In applicazioni stazionarie peso e volume sono meno critici, mentre diventano centrali costo, durata e sicurezza.
Strategie diverse tra i costruttori
GM segue una strada diversa rispetto a Tesla, Ford e numerosi marchi cinesi, che continuano a utilizzare ampiamente batterie LFP per i modelli più accessibili.
Il settore sta quindi entrando in una fase in cui diverse chimiche convivono, ciascuna ottimizzata per una specifica applicazione.