BYD accelera sulla produzione europea. Il gruppo cinese sta valutando l’acquisizione di uno stabilimento automobilistico già esistente nel Sud Europa per realizzare il proprio secondo impianto di assemblaggio nel continente.
L’obiettivo è aumentare rapidamente la capacità produttiva locale e ridurre l’esposizione ai dazi europei sulle auto elettriche importate dalla Cina.
Spagna tra le ipotesi più concrete
Tra i Paesi presi in considerazione figura la Spagna, dove esistono stabilimenti e siti industriali potenzialmente adatti a una riconversione.
Acquisire una fabbrica già operativa permette di ridurre sensibilmente i tempi rispetto alla costruzione di un nuovo sito da zero.
Primo impianto europeo in Ungheria
BYD sta già realizzando il proprio primo stabilimento europeo in Ungheria. L’avvio della produzione è previsto nel quarto trimestre del 2026.
Il secondo sito servirebbe a sostenere la rapida crescita delle vendite nel continente.
Vendite in forte aumento
Le vendite europee del gruppo sono aumentate rapidamente nell’ultimo anno, spinte dall’ampliamento della gamma e dall’arrivo di nuovi modelli.
La produzione locale consentirebbe inoltre di adattare più facilmente i veicoli alle esigenze del mercato europeo.
Regole europee sul contenuto locale
L’Unione Europea sta lavorando a regole che favoriscano una maggiore quota di componenti prodotti nel continente.
Per i costruttori cinesi questo rende sempre più importante localizzare assemblaggio e filiera, anche attraverso partnership o acquisizioni.
La competizione si sposta sulla produzione
La sfida tra costruttori europei e cinesi non riguarda più soltanto prezzi e tecnologia.
La capacità di produrre localmente, controllare la filiera e ridurre i costi logistici sta diventando uno dei fattori decisivi per il successo nel mercato europeo dell’auto elettrica.