La corsa alle batterie allo stato solido continua e BYD aggiunge un nuovo tassello alla propria attività di ricerca. A fine luglio è emerso un brevetto che descrive un approccio a doppio elettrolita nella zona del catodo, con l’obiettivo di migliorare il comportamento delle interfacce interne alla cella.
Il nodo delle interfacce
Nelle batterie allo stato solido uno dei problemi più delicati riguarda il contatto tra elettrodi ed elettrolita. A differenza delle celle tradizionali, dove il liquido riesce a penetrare più facilmente nelle porosità dei materiali, un elettrolita solido richiede soluzioni capaci di mantenere un contatto stabile durante i cicli di carica e scarica.
Il brevetto attribuito a BYD propone una configurazione con materiali elettrolitici differenti per ottimizzare zone con esigenze diverse, cercando di ridurre resistenze e degrado.
Una ricerca che procede su più fronti
Il documento si aggiunge ad altre soluzioni brevettuali depositate dal gruppo cinese nel corso del 2026, comprese architetture basate su membrane composite e componenti a base di solfuri.
Questo non significa che la produzione di massa sia imminente. Il passaggio dal brevetto al prodotto industriale richiede anni di validazione, soprattutto per stabilità, durata, costi e sicurezza.
Perché lo stato solido interessa l’auto elettrica
La promessa è quella di ottenere celle con maggiore densità energetica, migliore sicurezza termica e potenzialmente ricariche più rapide. In prospettiva, ciò potrebbe tradursi in pacchi più compatti o in autonomie superiori a parità di peso.
BYD, come CATL e altri grandi produttori asiatici, sta quindi lavorando non solo sulle chimiche attuali ma anche sulle tecnologie che potrebbero caratterizzare la seconda metà del decennio.
Fonte: CarNewsChina, 29 luglio 2026.