Vehicle-to-Grid, l’Europa prepara il salto dai progetti pilota alla ricarica bidirezionale reale

Il Vehicle-to-Grid può trasformare milioni di auto elettriche da semplici utilizzatori di energia a risorse flessibili per il sistema elettrico. Il principio è semplice: quando l’auto è collegata e dispone di energia sufficiente, una parte della batteria può restituire elettricità alla rete o modulare la ricarica in funzione delle esigenze del sistema.

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Dal “ricaricare” al “dialogare con la rete”

Nella ricarica tradizionale l’energia fluisce dalla rete alla batteria. Con la ricarica bidirezionale il flusso può avvenire anche nella direzione opposta. Il V2G utilizza questa capacità per offrire servizi alla rete, mentre il Vehicle-to-Home può alimentare l’abitazione e il Vehicle-to-Load permette di fornire energia a dispositivi esterni.

Abbiamo approfondito il principio nell’articolo batterie e rete: l’auto elettrica come accumulo mobile.

Perché il 2026 è un passaggio importante

Il settore sta passando dai progetti dimostrativi a sistemi più standardizzati. La diffusione di ISO 15118, protocolli di comunicazione evoluti e caricabatterie bidirezionali crea le condizioni tecniche per una gestione automatica dell’energia.

Non basta però una presa compatibile: veicolo, colonnina, operatore e mercato elettrico devono poter comunicare e remunerare i servizi forniti.

Il vantaggio per la rete

Milioni di auto parcheggiate per molte ore rappresentano una capacità potenziale enorme. Se coordinate, possono spostare i consumi nelle ore di maggiore produzione rinnovabile, ridurre i picchi e in alcuni casi restituire energia quando il sistema ne ha più bisogno.

Il concetto è simile a quello dei grandi BESS, come il progetto da 1 GWh previsto a Rondissone, ma distribuito tra migliaia di batterie mobili.

Il nodo della durata della batteria

Uno dei dubbi più comuni riguarda il possibile aumento dei cicli. I sistemi V2G devono quindi essere progettati per limitare profondità e frequenza delle scariche quando non necessarie e per riconoscere economicamente al proprietario il valore del servizio.

La gestione intelligente è fondamentale: il proprietario deve poter indicare orario di partenza e livello minimo di carica, lasciando al sistema soltanto la flessibilità realmente disponibile.

Standard e regole faranno la differenza

La vera svolta arriverà quando la ricarica bidirezionale sarà semplice quanto collegare l’auto a una wallbox. Il 2026 rappresenta quindi una fase di avvicinamento tra tecnologia, standard e mercato elettrico, più che un punto di arrivo.

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