Il Vehicle-to-Grid entra nel 2026 con una sfida precisa: uscire dalla fase dei progetti dimostrativi e diventare un servizio utilizzabile su larga scala. Il confronto europeo fra industria, operatori di rete, ricerca e istituzioni ha individuato nell’interoperabilità uno dei nodi principali.
L’auto come batteria distribuita
La ricarica bidirezionale permette a un veicolo elettrico non soltanto di assorbire energia, ma anche di restituirla alla casa o alla rete quando necessario. In teoria milioni di automobili parcheggiate potrebbero costituire una grande capacità di accumulo distribuita.
Perché ciò avvenga servono però standard condivisi, comunicazione sicura fra veicolo e infrastruttura, regole per remunerare l’energia e procedure semplici per l’utente. Tra i riferimenti tecnici più importanti figura ISO 15118-20.
Il valore per la transizione
Con la crescita di fotovoltaico ed eolico, la flessibilità diventa sempre più preziosa. Il V2G potrebbe contribuire ad assorbire energia nelle ore di abbondanza e restituirla nei momenti di maggiore domanda, trasformando la mobilità elettrica in una componente attiva del sistema energetico.
Fonte: sintesi europea V2G Leaders Europe, gennaio 2026.