Stellantis consegna a bpost 500 furgoni elettrici: ë-Jumpy e Vivaro per le città belghe

La trasformazione elettrica della logistica non passa soltanto dai nuovi modelli per automobilisti privati. In Belgio, Stellantis Pro One sta completando entro la fine di ottobre 2026 una fornitura di 650 veicoli commerciali leggeri a bpost, l’operatore postale nazionale. Secondo il comunicato diffuso il 26 ottobre, 500 mezzi sono completamente elettrici: appartengono alle gamme Citroën ë-Jumpy e Opel Vivaro Electric. Le consegne sono articolate in più fasi e non vanno confuse con altrettanti furgoni già tutti operativi.

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Una flotta di oltre 11mila veicoli

Bpost gestisce, secondo Stellantis, una flotta complessiva superiore a 11.000 veicoli. Le consegne di ottobre rafforzano un rapporto industriale avviato da anni: dal 2020 il gruppo automobilistico ha fornito all’operatore più di 6.200 mezzi commerciali di diversi marchi, tra Citroën, Opel, Peugeot e Fiat Professional. Di questi, oltre 4.100 sono elettrici, un dato cumulativo relativo alle forniture nel tempo e non soltanto all’ordine attuale.

La distinzione è importante: il lotto di 650 unità comprende 500 elettriche, mentre il comunicato non dettaglia la motorizzazione delle altre 150. Non è inoltre precisata la ripartizione esatta tra ë-Jumpy e Vivaro Electric. Attribuire numeri separati ai due modelli sarebbe quindi prematuro.

Perché la distribuzione dei pacchi è adatta all’elettrico

Le consegne urbane hanno caratteristiche particolari: percorsi ripetitivi, numerose fermate, rientro frequente in deposito e velocità medie contenute. Queste condizioni possono favorire la trazione elettrica, soprattutto quando l’azienda riesce a organizzare la ricarica durante le ore di inattività. Il vantaggio economico, tuttavia, dipende da chilometraggio, costo dell’energia, disponibilità dei punti di ricarica, manutenzione e prezzo d’acquisto o leasing.

Stellantis richiama una configurazione con batteria da 75 kWh per i furgoni elettrici impiegati nel rapporto con bpost. Il dato sulla capacità non equivale a un’autonomia garantita durante le consegne: carico trasportato, temperatura esterna, riscaldamento e frequenza delle soste incidono sui consumi reali.

Le Ecozone e le consegne senza emissioni allo scarico

Il progetto si inserisce nella strategia delle Ecozone di bpost, un sistema di distribuzione postale e dei pacchi senza emissioni allo scarico in oltre 150 comuni belgi, tra i quali Bruxelles. La sostituzione dei veicoli è solo una parte dell’organizzazione: servono infrastrutture, programmazione dei turni, mezzi adatti alle diverse tipologie di percorso e una rete di consegna efficiente.

Le ultime unità sono previste entro la fine di ottobre, in tempo per affrontare la crescita stagionale dei volumi legata al Black Friday, alla ricorrenza di San Nicola e alle festività. Questo rende l’operazione interessante anche come prova di capacità operativa, non soltanto come annuncio ambientale.

Che cosa insegna il caso bpost

Il passaggio ai furgoni elettrici nelle grandi flotte non dipende da un singolo record di autonomia. Conta la possibilità di collegare veicoli, depositi, ricarica e servizi di assistenza in un sistema stabile. Per le aziende italiane della logistica il caso belga offre uno spunto concreto: valutare la convenienza della conversione partendo dai dati delle tratte e dalla capacità dei depositi, anziché dalle sole specifiche di catalogo.

Resta infine essenziale distinguere le emissioni locali allo scarico, nulle durante la marcia elettrica, dall’impatto ambientale complessivo dei mezzi, che comprende produzione, elettricità utilizzata e fine vita delle batterie.

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