Negli Stati Uniti la sfida per diffondere le auto elettriche passa anche dalla preparazione di chi le vende. IONNA, rete di ricarica sostenuta da otto grandi costruttori automobilistici, prepara un programma di formazione per il personale delle concessionarie, mentre si avvicina al traguardo delle 200 stazioni attive sul territorio americano.
Immagine di apertura illustrativa: non raffigura il prodotto, la sede o l’evento specifico descritti nell’articolo.
Una rete di ricarica che cresce rapidamente
Secondo i dati comunicati dal gruppo e riportati nei primi giorni di ottobre, IONNA è passata da circa 90 siti attivi all’inizio del 2026 a 191 all’avvio di ottobre. L’apertura della duecentesima stazione è indicata come obiettivo del mese, non come risultato già raggiunto.
Il progetto è sostenuto da BMW, General Motors, Honda, Hyundai, Kia, Mercedes-Benz, Stellantis e Toyota. Le stazioni, chiamate Rechargery, puntano a un’esperienza più vicina a quella delle aree di servizio tradizionali, con ricarica rapida, servizi e spazi di sosta. Sul sito ufficiale IONNA viene indicata una potenza fino a 400 kW per le infrastrutture compatibili.
Corsi ai venditori di auto elettriche dal 2027
Il CEO Seth Cutler ha illustrato un piano per formare il personale di alcune centinaia di concessionarie. L’avvio è previsto nel primo trimestre del 2027, inizialmente in città come Jacksonville, Orlando, Tampa, Dallas, San Francisco, San Jose e Raleigh.
L’idea è affrontare uno dei principali dubbi dei potenziali acquirenti: dove ricaricare, quanto tempo serve e come pianificare i viaggi. Informazioni incomplete o poco chiare in fase di vendita possono scoraggiare l’acquisto anche quando il veicolo risponde alle esigenze del cliente.
La concorrenza con Tesla e il tema della qualità
IONNA resta più piccola della rete Supercharger di Tesla negli Stati Uniti, ma cerca di differenziarsi con servizi e affidabilità. Nel 2026 ha ottenuto il primo posto tra le reti di ricarica rapida nella rilevazione statunitense J.D. Power citata dall’azienda. Il risultato riguarda un’indagine sulla soddisfazione degli utenti e non significa che ogni singola stazione offra prestazioni identiche.
Per il mercato europeo il caso IONNA offre una lezione interessante: investire nelle colonnine non basta, se chi compra un’auto elettrica non riceve indicazioni comprensibili su tariffe, potenze e autonomia reale. La crescita delle infrastrutture deve andare di pari passo con l’informazione.