Ricarica auto elettriche, ANSI segnala tre nuove lacune: batterie danneggiate e colonnine accessibili

La diffusione delle auto elettriche non dipende soltanto dal numero di modelli in vendita e dalla potenza delle colonnine. Occorrono regole tecniche comuni per garantire sicurezza, accessibilità e un’esperienza di ricarica affidabile. Il 30 ottobre 2026 l’American National Standards Institute (ANSI) ha presentato un aggiornamento del lavoro sugli standard per la mobilità elettrica, individuando tre nuove aree che richiedono interventi coordinati.

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Un rapporto che monitora trenta problemi già individuati

Il documento, elaborato dall’Electric Vehicles Standards Panel (EVSP), esamina i progressi compiuti su trenta lacune precedentemente identificate in materia di norme tecniche, ricerca e verifiche di conformità. È un aggiornamento della roadmap del 2023, sviluppata con il contributo di oltre 130 organizzazioni tra enti pubblici, laboratori, industria e mondo accademico.

La roadmap originaria aveva individuato 37 aree problematiche relative a veicoli, infrastrutture di ricarica, integrazione con la rete e cybersicurezza. Il nuovo rapporto non afferma che trenta problemi siano stati risolti: ne segue l’evoluzione e propone priorità per i prossimi lavori di standardizzazione.

Batterie danneggiate: cosa fare dopo un incidente

La prima nuova area riguarda la valutazione, il monitoraggio, lo stoccaggio e il trasferimento delle batterie danneggiate. Dopo un incidente stradale, un urto importante o un evento termico, non è sempre possibile determinare immediatamente lo stato interno dell’accumulatore. Una batteria apparentemente integra può richiedere controlli e procedure specifiche prima di essere movimentata.

Standard condivisi potrebbero aiutare soccorritori, officine, demolitori e operatori logistici a riconoscere le situazioni più rischiose. È importante distinguere una proposta di lavoro tecnico dall’introduzione di un nuovo obbligo legale: il documento ANSI non modifica da solo le normative europee o italiane.

Colonnine accessibili anche alle persone con disabilità

La seconda area riguarda apparecchiature e interfacce di ricarica accessibili e inclusive. La disponibilità di una presa non basta se il parcheggio non è utilizzabile da chi ha difficoltà motorie, se il cavo è troppo pesante o se il display e il sistema di pagamento risultano difficili da raggiungere.

L’accessibilità deve essere considerata nella progettazione della piazzola, nell’altezza dei comandi, negli spazi di manovra e nelle informazioni fornite all’utente. Non si tratta di un dettaglio estetico: una rete di ricarica realmente pubblica deve poter essere utilizzata dal maggior numero possibile di conducenti.

Ricarica senza personale: affidabilità e assistenza

La terza area riguarda l’esperienza d’uso e la manutenzione delle colonnine pubbliche non presidiate. Una stazione può essere presente su una mappa ma risultare inutilizzabile per problemi di comunicazione, pagamento, connettori o software. L’utente ha bisogno di sapere se l’impianto funziona, come avviare la sessione e a chi rivolgersi in caso di guasto.

La definizione di criteri comuni di disponibilità, assistenza e manutenzione può rendere più confrontabili le prestazioni delle reti. Un caricatore potente sulla carta non offre un buon servizio se le sessioni falliscono frequentemente. Il tema è particolarmente importante nei viaggi lunghi, quando una sosta imprevista può compromettere l’itinerario.

Quali conseguenze per l’Europa e l’Italia

ANSI è un organismo statunitense: le sue attività non sostituiscono le norme UE e gli standard internazionali applicabili in Italia. Tuttavia sicurezza delle batterie, interoperabilità, accessibilità e affidabilità sono problemi comuni ai diversi mercati. Il confronto tra organismi di standardizzazione può favorire soluzioni tecniche più coerenti.

Il prossimo rapporto di avanzamento dell’EVSP è atteso per maggio 2027. Fino ad allora, il dato centrale è la direzione del lavoro: la mobilità elettrica sta passando dalla dimostrazione della tecnologia alla qualità quotidiana del servizio offerto ai cittadini.

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