Quanto perde davvero un monopattino elettrico quando arriva il freddo? Il 30 ottobre 2026 il produttore canadese Apollo Scooters ha diffuso i risultati di un’analisi basata su 512.359 viaggi registrati da 8.449 monopattini. Il risultato più interessante è una riduzione media dell’autonomia di circa il 12% a zero gradi rispetto a condizioni intorno ai 20 °C. Il dato non è una regola universale, ma permette di distinguere le osservazioni sul campo dalle stime generiche che spesso circolano online.
Oltre mezzo milione di viaggi per misurare l’effetto dell’inverno
La ricerca prende in esame i percorsi tracciati tramite l’app Apollo tra aprile 2025 e ottobre 2026. L’azienda dichiara di aver confrontato ogni mezzo con se stesso, tenendo conto di velocità e lunghezza dei tragitti simili, anziché mettere a confronto modelli e utenti differenti. L’autonomia viene stimata attraverso la distanza percorsa per ogni punto percentuale di batteria consumata.
Secondo i dati comunicati, a 10 °C la perdita media è intorno al 5%, scende al 10% a 5 °C e arriva a circa il 13% a -7 °C. Un monopattino capace di percorrere 40 chilometri con temperature miti, nelle condizioni medie rilevate a zero gradi potrebbe fermarsi intorno a 35 chilometri. È un esempio indicativo: pendenze, pneumatici, vento e stile di guida possono modificare il risultato.
La batteria più grande non elimina il problema
Apollo ha confrontato modelli con accumulatori compresi tra 540 e 1.800 Wh. Vicino allo zero, la riduzione dell’autonomia si è collocata generalmente nella fascia del 10-15%, senza scomparire sui modelli con batterie più capienti. La capacità maggiore consente di partire da una riserva energetica superiore, ma non annulla l’influenza della temperatura sulla chimica delle celle e sulla loro resistenza interna.
Questo non significa che tutte le batterie al litio reagiscano nello stesso modo. Le caratteristiche delle celle, la gestione elettronica, l’età dell’accumulatore e la presenza di sistemi termici possono fare la differenza. La ricerca riguarda soltanto mezzi Apollo e non costituisce una certificazione indipendente dell’intero mercato.
In primavera l’autonomia torna a crescere
Un aspetto rassicurante dello studio è il recupero osservato al ritorno delle temperature miti. I mezzi usati in inverno erano scesi mediamente all’86% dell’autonomia autunnale, per risalire al 98% in primavera. Questo suggerisce che una parte importante della perdita stagionale non corrisponde a un deterioramento permanente della batteria.
Il produttore cita anche una seconda analisi, su circa 1,1 milioni di viaggi e 49.837 monopattini a partire dal 2021. Fino a 4.000 chilometri di percorrenza non sarebbe emerso un calo di autonomia misurabile con la metodologia adottata. Anche in questo caso occorre evitare conclusioni assolute sulla durata di tutte le batterie: i risultati dipendono dal campione e dal metodo di misurazione.
Consigli pratici per chi si sposta ogni giorno
Per un pendolare è prudente programmare il percorso considerando una riserva aggiuntiva. Apollo suggerisce di dimensionare l’autonomia per il tragitto invernale e non per quello estivo, aggiungendo indicativamente il 15% al fabbisogno del viaggio di andata e ritorno. È importante verificare le indicazioni del costruttore sulle temperature di ricarica: caricare celle molto fredde senza le adeguate protezioni può comprometterne la sicurezza.
Inoltre la temperatura non è l’unico fattore critico: pioggia, ghiaccio, visibilità ridotta e fondo scivoloso incidono direttamente sulla sicurezza del conducente. A Montreal, secondo i dati Apollo, meno di un utilizzatore estivo su cinquanta continuava a guidare a gennaio, mentre a New York circa uno su cinque. L’ambiente stradale pesa dunque quanto l’autonomia nel determinare l’utilizzo invernale.
Cosa significa per il mercato italiano
Per chi valuta un monopattino elettrico in Italia, il dato più utile non è un’autonomia massima dichiarata, ma la capacità di coprire i tragitti abituali anche nelle giornate fredde. Il margine energetico deve accompagnarsi al rispetto delle regole di circolazione, alla manutenzione degli pneumatici e a una guida adeguata alle condizioni meteo.
Lo studio del 30 ottobre è un contributo concreto alla discussione, purché lo si legga per quello che è: un’analisi aziendale di percorrenze reali, non una prova di laboratorio valida per qualsiasi monopattino.