Due nuovi progetti di accumulo a batterie avanzano nell’iter autorizzativo italiano. La società Galileo ha annunciato il 7 ottobre 2026 di aver ottenuto i permessi per due impianti BESS da 125 MW ciascuno, collocati in diverse zone del mercato elettrico nazionale. La potenza complessiva autorizzata è di 250 MW, mentre la capacità di stoccaggio arriva a 1.500 MWh.
Due impianti da 125 MW: perché le capacità sono diverse
Il primo progetto prevede 125 MW di potenza e 1.000 MWh di capacità, equivalenti sulla carta a otto ore di erogazione alla potenza nominale, al netto di perdite e vincoli operativi. Il secondo impianto prevede 125 MW e 500 MWh, cioè quattro ore teoriche alla stessa potenza. La distinzione è fondamentale: i MW indicano quanta potenza un impianto può fornire in un dato momento, i MWh quanta energia può immagazzinare.
Galileo colloca i progetti nelle zone di mercato Nord e Centro-Sud, senza fornire nell’annuncio sintetico i comuni interessati. Per questo non è corretto attribuire i due sistemi a località specifiche senza ulteriore documentazione autorizzativa.
Perché i BESS sono importanti per la rete
Le batterie stazionarie possono assorbire energia quando la produzione rinnovabile supera la domanda e restituirla in altre fasce orarie. Possono inoltre contribuire ai servizi di rete, alla flessibilità del sistema e alla gestione dei picchi. L’effettivo impatto dipenderà da regole di mercato, connessioni, cicli di utilizzo e disponibilità degli impianti.
Per un Paese che aumenta la produzione da fotovoltaico ed eolico, accumulare energia è uno degli strumenti per ridurre gli squilibri tra generazione e consumo. Non sostituisce però investimenti in rete, interconnessioni e gestione della domanda.
Autorizzazione non significa impianto già operativo
Il passaggio annunciato riguarda il rilascio dei permessi, non l’avvio della produzione o l’entrata in esercizio. Restano da verificare le successive fasi di finanziamento, costruzione, connessione e collaudo. Galileo segnala inoltre che attende autorizzazioni per circa altri 100 MW nelle settimane successive: si tratta di un’aspettativa, non di una capacità già approvata.
La società dichiara una pipeline italiana superiore a 3 GW. Anche questo dato descrive il portafoglio di progetti in sviluppo e non la potenza di impianti già funzionanti. Il risultato concreto, per ora, è l’avanzamento di due sistemi autorizzati con caratteristiche di accumulo differenti.
Immagine illustrativa di un’infrastruttura energetica già presente nella libreria del sito; non raffigura i progetti Galileo.