La corsa alla ricarica ultra-rapida delle auto elettriche entra in una nuova fase. Dalla Cina arrivano indicazioni su una possibile evoluzione del sistema Flash Charging di BYD, con potenze che potrebbero spingersi fino a 1.500 kW. Un valore impressionante, superiore al megawatt della prima generazione annunciata nel 2025, che avvicinerebbe ulteriormente i tempi di ricarica a quelli di un tradizionale rifornimento di carburante.
Una seconda generazione ancora più potente
Le informazioni circolate all’inizio di febbraio 2026 riguardano una presunta targhetta tecnica attribuita a una nuova colonnina Flash Charging. I dati riportati indicano, a seconda delle fonti, una potenza massima compresa tra circa 1.360 e 1.500 kW, con corrente fino a 1.500 ampere e tensione massima nell’ordine dei 1.000 volt.
Si tratta, almeno in questa fase, di dati non ancora presentati ufficialmente da BYD. Il quadro che emerge, però, è coerente con la strategia del costruttore cinese: aumentare la potenza disponibile alle stazioni e abbinarla a batterie progettate per accettare correnti di ricarica sempre più elevate.
Perché il megawatt cambia il modo di usare un’auto elettrica
La potenza di picco da sola non racconta tutta l’esperienza di ricarica. Servono una batteria capace di accettare l’energia, un’architettura ad alta tensione, un sistema di raffreddamento adeguato e una rete elettrica in grado di sostenere il carico. Tuttavia, superare stabilmente il megawatt apre la strada a sessioni molto più brevi rispetto alle attuali colonnine HPC.
Secondo le anticipazioni provenienti dalla Cina, il nuovo sistema potrebbe consentire di recuperare centinaia di chilometri di autonomia in pochi minuti sui veicoli compatibili. È proprio questo il terreno sul quale i principali costruttori asiatici stanno concentrando gli investimenti.
Accumulo locale per non sovraccaricare la rete
Uno degli elementi più interessanti delle indiscrezioni riguarda l’integrazione di sistemi di accumulo nella stazione. Una batteria stazionaria può caricarsi dalla rete con potenze più gestibili e poi fornire, durante una sessione, l’enorme picco richiesto dall’auto. Questo approccio può ridurre la necessità di costosi potenziamenti della rete in ogni sito di ricarica.
Per l’Europa il tema sarà decisivo: installare punti da oltre un megawatt non significa soltanto sostituire una colonnina, ma ripensare connessioni, trasformatori, sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia.
La sfida si sposta dalla sola autonomia ai minuti necessari per ripartire
Per anni il confronto tra auto elettriche si è concentrato soprattutto sulla capacità della batteria e sui chilometri dichiarati. L’evoluzione delle architetture a 800 e 1.000 volt sta cambiando il parametro principale: diventa sempre più importante sapere quanta autonomia è possibile recuperare in cinque o dieci minuti.
Se le specifiche anticipate per la seconda generazione del Flash Charging saranno confermate, BYD porterà ancora più in alto l’asticella tecnologica. Il prossimo passaggio sarà capire quali modelli potranno sfruttare realmente queste potenze e con quale diffusione verrà costruita la nuova rete.
Fonte di riferimento: anticipazioni tecniche riportate dalla stampa specializzata internazionale nel febbraio 2026. Le specifiche indicate erano, alla data della notizia, in attesa di conferma ufficiale definitiva.