Il 30 gennaio 2026 il tavolo automotive del MIMIT ha riportato al centro il rapporto tra transizione tecnologica e politica industriale. Il confronto ha coinvolto governo, Stellantis, imprese della filiera, Regioni, sindacati e associazioni datoriali.
Il nodo della revisione europea sulle emissioni
Uno dei temi principali è stato il processo europeo di revisione delle regole sulle emissioni di CO₂ dei veicoli. Il governo italiano ha chiesto modifiche più profonde al quadro europeo, sostenendo la necessità di tutelare la competitività industriale e ampliare il principio di neutralità tecnologica.
Si tratta di una posizione politica del governo italiano, inserita in un confronto europeo dove esistono approcci differenti su velocità, strumenti e tecnologie della decarbonizzazione.
La nuova programmazione del Fondo automotive
Durante il tavolo il MIMIT ha presentato anche la nuova programmazione delle risorse per il settore. L’obiettivo dichiarato è sostenere filiera, investimenti produttivi, ricerca, componentistica e riconversione industriale.
Il punto centrale non è soltanto incentivare la domanda di veicoli, ma accompagnare le imprese italiane nella trasformazione tecnologica.
Stellantis e la filiera italiana
Nel comunicato del 30 gennaio il MIMIT ha indicato impegni e investimenti collegati alla presenza industriale di Stellantis in Italia, sottolineando il ruolo della filiera nazionale.
Il settore automotive comprende infatti molto più dell’assemblaggio finale: componentistica, elettronica, software, batterie, meccanica e servizi industriali devono affrontare contemporaneamente elettrificazione e digitalizzazione.
Transizione digitale ed elettrica si sovrappongono
La trasformazione dell’auto non riguarda soltanto il motore. Il modello software-defined vehicle sta spostando valore verso elettronica, semiconduttori e software, mentre batterie e ricarica richiedono nuove competenze produttive.
Anche per questo gli strumenti industriali collegati a Transizione 5.0 e agli investimenti produttivi diventano parte del dibattito automotive.
La questione europea resta aperta
Il 2026 si presenta quindi come un anno di confronto sulla traiettoria industriale del settore. Da una parte gli obiettivi di decarbonizzazione europei, dall’altra la necessità di mantenere produzione, occupazione e capacità tecnologica sul continente.
Per Futuro Elettrico il tema è centrale perché il successo della mobilità elettrica dipenderà anche dalla capacità europea di produrre veicoli, batterie e infrastrutture competitive.
Incentivi e politica industriale sono due piani diversi
Gli incentivi all’acquisto cambiano rapidamente e non vanno confusi con le misure per imprese e filiere. La situazione aggiornata dei contributi destinati ai veicoli è spiegata nella nostra guida agli incentivi elettrici 2026.
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Tavolo automotive del 30 gennaio 2026.