Il Sudafrica mette le batterie al centro della prossima fase di sviluppo della propria rete elettrica. Il governo ha annunciato il 7 ottobre 2026 una proposta di approvvigionamento energetico che assegna 4.600 MW ai sistemi di accumulo a batteria e 5.000 MW alla generazione alimentata a gas. Il totale è pari a 9.600 MW, ma è importante distinguere le due tecnologie: non sono 9.600 MW di sole batterie.
Il nuovo piano del Sudafrica: 4.600 MW di BESS
Il ministro dell’Elettricità e dell’Energia Kgosientsho Ramokgopa ha illustrato la prima determinazione prevista nell’ambito dell’Integrated Resource Plan 2025. La strategia mira a dare priorità a risorse capaci di rendere più flessibile il sistema elettrico e rispondere ai picchi di domanda.
La quota dedicata ai Battery Energy Storage System, o BESS, ammonta a 4,6 GW di potenza. Il dato indica la capacità istantanea di erogazione o assorbimento prevista e non la quantità di energia accumulabile: per conoscere quest’ultima, espressa in MWh o GWh, serviranno informazioni sui singoli progetti e sulla loro durata di scarica.
Perché il Paese sceglie batterie e gas prima di nuovi impianti solari
La prima fase non assegna nuova capacità a eolico e fotovoltaico. Il governo spiega che la priorità immediata è migliorare la gestione dell’elettricità già disponibile e affrontare i limiti della rete, compresi i casi in cui la produzione rinnovabile deve essere ridotta perché non può essere assorbita.
Le batterie possono immagazzinare energia nelle ore di maggiore produzione e restituirla quando la richiesta aumenta. Le centrali a gas, invece, offrono una fonte programmabile ma continuano a utilizzare un combustibile fossile. Una fase successiva del piano dovrebbe affrontare nuovi progetti eolici, solari, ibridi e sistemi di pompaggio idroelettrico.
Quali vantaggi può portare l’accumulo
Se accompagnato da adeguati investimenti nella rete, lo storage può contribuire alla stabilità della frequenza, alla gestione dei picchi e alla riduzione degli sprechi di produzione. Tuttavia la sola installazione delle batterie non risolve automaticamente problemi di trasmissione, distribuzione o accessibilità economica dell’energia.
La realizzazione dipenderà dalle gare, dalle autorizzazioni, dai tempi di costruzione e dalle condizioni di mercato. I 4.600 MW annunciati sono dunque un obiettivo di programmazione e non impianti già entrati in esercizio.
Un caso da seguire anche per l’Italia
L’esperienza sudafricana conferma quanto la flessibilità sia diventata strategica nei sistemi elettrici con una presenza crescente di fonti rinnovabili. Anche in Italia i grandi sistemi di accumulo sono chiamati a sostenere l’integrazione di solare ed eolico. La sfida comune consiste nel coordinare investimenti in batterie, nuove linee elettriche e gestione intelligente della domanda.