Un drone autonomo usa l’AI per trovare e colpire le piante invasive: il progetto neozelandese da 150 mila dollari

Un drone autonomo dotato di intelligenza artificiale potrebbe cambiare il modo in cui vengono combattute le specie vegetali invasive.

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In Nuova Zelanda, SPS Automation ha sviluppato un sistema da circa 150.000 dollari capace di individuare autonomamente i pini selvatici, determinarne dimensioni e posizione e applicare il trattamento direttamente sulla singola pianta.

AI, visione artificiale e intervento mirato

Il drone utilizza telecamere e algoritmi di riconoscimento per analizzare il terreno dall’alto. Una volta individuata la pianta bersaglio, il sistema può avvicinarsi e applicare il trattamento in modo selettivo.

L’obiettivo è ridurre l’uso indiscriminato di prodotti chimici e rendere più efficiente il controllo della vegetazione in aree difficili da raggiungere.

La tecnologia è particolarmente interessante perché mostra una nuova evoluzione dei droni professionali: non più soltanto piattaforme per fotografare o raccogliere dati, ma macchine autonome capaci di analizzare una situazione e intervenire direttamente.

Applicazioni simili potrebbero trovare spazio anche in agricoltura, manutenzione delle infrastrutture, monitoraggio ambientale e gestione forestale.

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