Robot umanoidi, RoboParty presenta RP1: il bipede open source che recupera l’equilibrio

La corsa ai robot umanoidi non riguarda soltanto i grandi produttori di sistemi chiusi. RoboParty ha presentato RP1, chiamato anche ROBOTO 01, durante la conferenza internazionale IROS 2026 a Pittsburgh. Il progetto punta a rendere più accessibili a ricercatori e sviluppatori le tecnologie di movimento, controllo e addestramento dei robot bipedi.

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La dimostrazione di stabilità a IROS

Secondo la documentazione diffusa dall’azienda, il robot è stato sottoposto a spinte e perturbazioni esterne durante una dimostrazione interattiva. RP1 ha adattato la postura per recuperare l’equilibrio e ha mostrato movimenti di recupero dopo una caduta. Sono prove utili per valutare il controllo dinamico, ma non equivalgono alla dimostrazione di autonomia completa in ambienti domestici o industriali complessi.

Attuatori fino a 160 Nm

RoboParty dichiara una coppia di picco fino a 160 Nm per le articolazioni e impiega moduli di attuazione sviluppati internamente, denominati Romomo. In un umanoide, la coppia delle articolazioni è uno degli elementi che influenzano capacità di sostegno, equilibrio e movimento. Non basta però un singolo dato per stabilire le prestazioni complessive: contano anche peso, efficienza, velocità, controllo e sicurezza.

Cosa significa davvero open source

L’obiettivo dichiarato è andare oltre la semplice condivisione di alcuni file meccanici. RoboParty intende aprire progressivamente componenti hardware, sistemi di controllo del movimento, ambienti di simulazione, strumenti di addestramento e la piattaforma software PartyOS. L’apertura sarà graduale: non tutti i componenti della roadmap risultano già disponibili oggi. È una distinzione importante per chi vorrebbe replicare o modificare il robot.

Un ecosistema per università e sviluppatori

Il progetto RP1 prosegue il percorso avviato con RPO, una precedente piattaforma bipede open source. La società punta a coinvolgere gruppi di ricerca, laboratori universitari e comunità di sviluppatori interessati all’intelligenza artificiale incorporata, cioè ai sistemi che imparano e agiscono attraverso un corpo fisico. L’azienda riferisce di una comunità internazionale di oltre 5.000 sviluppatori.

Le prossime tappe nel 2026

RoboParty prevede ulteriori dettagli sulla roadmap open source nel mese di ottobre e un ampliamento dei rilasci software e hardware nell’ultimo trimestre del 2026. Per valutare l’impatto del progetto sarà decisivo osservare documentazione, disponibilità effettiva dei componenti, costi e facilità di riproduzione. La promessa è interessante: consentire a più soggetti di sperimentare robot umanoidi senza dipendere interamente da piattaforme proprietarie.

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