La rete di ricarica pubblica per auto elettriche nell’Unione europea sta crescendo a un ritmo che, in molti Paesi, precede perfino l’aumento del parco circolante a batteria. Un’analisi diffusa il 20 luglio 2026 mostra che quasi tutti gli Stati membri hanno già raggiunto il principale obiettivo quantitativo previsto dal regolamento europeo AFIR.
Il parametro: 1,3 kW per ogni auto elettrica
Il regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi prevede che ogni Paese renda disponibile una potenza di ricarica pubblicamente accessibile pari ad almeno 1,3 kW per ogni veicolo elettrico a batteria immatricolato. Secondo l’analisi citata da Electrive su dati Transport & Environment, alla fine di marzo 2026 tutti gli Stati membri tranne Malta risultavano già in linea con questo requisito.
Nel complesso europeo, la capacità pubblica installata risulterebbe superiore di circa il 180% rispetto al minimo richiesto. È un dato importante perché contrasta una delle obiezioni più frequenti alla diffusione delle auto elettriche: l’idea che la rete di ricarica cresca troppo lentamente rispetto ai veicoli.
Non conta solo il numero delle colonnine
Per valutare la qualità dell’infrastruttura non basta però contare i punti di ricarica. Diventano sempre più importanti la potenza disponibile, la distribuzione geografica, l’affidabilità delle stazioni e la presenza di hub veloci sulle principali direttrici stradali.
L’AFIR spinge proprio in questa direzione, chiedendo agli Stati una rete più omogenea e capace di sostenere sia l’uso quotidiano sia i viaggi a lunga percorrenza.
La prossima sfida è l’esperienza d’uso
Con l’aumento della copertura, la competizione si sposta ora su tempi di ricarica, sistemi di pagamento semplici, interoperabilità tra operatori e trasparenza delle tariffe. Per gli automobilisti la disponibilità teorica deve tradursi in stazioni realmente accessibili e funzionanti.
La fotografia di metà 2026 indica comunque che, almeno sul piano della capacità complessiva, l’Europa sta costruendo la rete necessaria alla crescita della mobilità elettrica.
Fonte: Electrive, 20 luglio 2026, su analisi Transport & Environment.