Drone in volo per 10 ore senza cavo: Reach Power prova la ricarica wireless a distanza

Un drone alimentato a distanza senza cavo

Una dimostrazione tecnologica dedicata alla ricarica wireless a distanza potrebbe aprire nuove possibilità per i droni impiegati in missioni prolungate. Reach Power ha comunicato il 28 ottobre 2026 di aver portato a termine un test in cui un velivolo senza pilota è rimasto in volo per dieci ore senza collegamento fisico di alimentazione.

Futuro Elettrico, resta sempre aggiornato
Auto elettriche, batterie, ricarica, energia e nuove tecnologie.
Seguici su Facebook Seguici su Instagram ★ Imposta Futuro Elettrico come fonte preferita su Google
Segui Futuro Elettrico per non perdere le notizie sulla mobilità di domani.

La prova, effettuata in settembre, non equivale alla disponibilità commerciale di un drone capace di volare per dieci ore in qualsiasi ambiente. Il risultato va letto nell’ambito delle specifiche condizioni sperimentali illustrate dall’azienda.

Come funziona la ricarica wireless a distanza

Le batterie costituiscono uno dei principali vincoli per l’autonomia dei droni elettrici. Una possibilità è trasferire energia da un sistema a terra al velivolo attraverso un fascio diretto, utilizzando un apparato ricevente. Diversamente da un classico drone alimentato tramite cavo, il veicolo non deve rimanere fisicamente collegato alla stazione.

L’efficienza e la sicurezza del trasferimento dipendono dalla distanza, dall’allineamento, dalle condizioni atmosferiche e dalle caratteristiche del trasmettitore e del ricevitore. L’energia disponibile per il volo è soltanto una parte di quella impiegata dal sistema nel suo complesso.

Le applicazioni possibili

Un’alimentazione esterna può essere interessante per le missioni che richiedono una presenza prolungata sopra un’area definita: sorveglianza delle infrastrutture, monitoraggio ambientale, comunicazioni temporanee o operazioni di emergenza. Il vantaggio potenziale è ridurre gli atterraggi necessari alla sostituzione o alla ricarica delle batterie.

Non bisogna però confondere una prova controllata con la possibilità di alimentare indiscriminatamente un drone in movimento. Il sistema richiede condizioni operative e tecnologie dedicate, e ogni utilizzo reale dovrebbe rispettare requisiti aeronautici e di sicurezza.

Dal laboratorio all’utilizzo sul campo

Il prossimo passo è valutare affidabilità, costi, dimensioni dell’infrastruttura e comportamento in presenza di vento, pioggia e interferenze. Occorrerà inoltre verificare la compatibilità con diversi tipi di velivoli e l’impatto sulle masse trasportabili.

La dimostrazione di Reach Power è quindi un segnale di avanzamento della ricerca, ma non una promessa di autonomia illimitata. Per il mercato dei droni, il valore sarà determinato soprattutto dalla capacità di trasformare questa soluzione in un servizio ripetibile, certificabile e sostenibile economicamente.

Lascia un commento